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		<title>Monsieur le spectraliste &#8211; Intervista a Hugues Dufourt</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 08:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Angeli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Marzo 2012]]></category>
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		<description><![CDATA[Hugues Dufourt è uno dei massimi esponenti dello spettralismo e fondatore assieme a Alain Bancquart e Tristan Murail del Collectif de Recherche Instrumentale et de Synthèse Sonore. Negli anni &#8217;70 fonda l&#8217;Itinerere insieme a Gérard Grisey, Michaël Lévinas e Tristan Murail, un gruppo di ricerca che attraverso l&#8217;analisi spettrale del suono mediante il computer, indagherà a fondo l&#8217;essenze medesima della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/42224104?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" frameborder="0" width="680" height="382"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">Hugues Dufourt è uno dei massimi esponenti dello spettralismo e fondatore assieme a Alain Bancquart e Tristan Murail del Collectif de Recherche Instrumentale et de Synthèse Sonore. Negli anni &#8217;70 fonda l&#8217;Itinerere insieme a Gérard Grisey, Michaël Lévinas e Tristan Murail, un gruppo di ricerca che attraverso l&#8217;analisi spettrale del suono mediante il computer, indagherà a fondo l&#8217;essenze medesima della materia sonora giungendo infine ad utilizzare queste speculazioni ed analisi scientifiche in ambito musicale e compositivo, dando origine a una delle più avanzate ed innovative espressioni artistiche della musica del nostro secolo. Nel 1982 ha fondato il centro di formazione e documentazione “Recherche Musicale”, di cui è direttore. Ha collaborato con le maggiori istituzioni di ricerca parigine e nel 2000 è stato insignito del &#8220;Charles Cros&#8221; dal Presidente Della Repubblica Francese Nicolas Sarkozy.</p>
<p style="text-align: justify;">La sera del 14 maggio 2012 il Divertimento Ensemble diretto da Andrea Pestalozza ha proposto una composizione dell&#8217;autore francese dal titolo &#8220;L&#8217;Afrique d&#8217;apres Tiepolo&#8221; presso l&#8217;auditorium del Gruppo 24 Ore a Milano, occasione nella quale l&#8217;autore ci ha gentilmente rilasciato questa breve intervista.</p>
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		<title>I Cantori dell&#8217;Araràt &#8211; Intervista con il gruppo &#8220;4Plus&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 14:59:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Angeli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interview]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[Tigran Koninyan (tenor), Siuzanna Melkonyan (soprano), Nune Haroyan (alto/soprano), Armen Badalyan (tenor), Zohrak Zohrabyan (bass). Ho avuto la fortuna di incontrare il gruppo Quattro Plus nell’Agosto 2011 durante la mia prima visita in Armenia. Quel giorno ci trovavamo al Tempio di Garnì a pochi kilometri da Yerevan e poco prima dell’inizio del concerto avevo sistemato il mio inseparabile digital-recorder proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/41023580" frameborder="0" width="680" height="383"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tigran Koninyan (tenor), Siuzanna Melkonyan (soprano), Nune Haroyan (alto/soprano), Armen Badalyan (tenor), Zohrak Zohrabyan (bass).</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ho avuto la fortuna di incontrare il gruppo Quattro Plus nell’Agosto 2011 durante la mia prima visita in Armenia. Quel giorno ci trovavamo al Tempio di Garnì a pochi kilometri da Yerevan e poco prima dell’inizio del concerto avevo sistemato il mio inseparabile digital-recorder proprio al centro della sala per catturare la loro esibizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Riascoltando successivamente la loro musica [la registrazione del concerto al Tempio di Garni è disponibile qui sotto], mi era rimasto il rimpianto di non aver potuto realizzare , in quel frangente, un video ed un intervista al gruppo. Mesi dopo, nel marzo del 2012 si è ripresentata l’occasione di tornare a Yerevan. Grazie ad Anush Gasparyan, una cara amica che ha fatto da interprete e che ha poi tradotto i testi delle interviste, e Jorgos Kokkores che mi ha accompagnato attraverso il sud del paese per realizzare il time-lapse del monte Ararat che apre e chiude la sequenza, sono riuscito a portare a compimento questo progetto.</p>
<p style="text-align: justify;">L’intervista e le riprese  sono state realizzate all’interno del Teatro dell’Opera di Yerevan in due momenti distinti e ringrazio i responsabili del teatro per la loro disponibilità e gentilezza nel concederci gli spazi per tutto il tempo necessario al compimento del lavoro. I componenti del gruppo sono contattabili presso Anush Gasparyan a questo indirizzo e-mail: <a href="mailto:anushgas@yahoo.it">anushgas@yahoo.it</a> <span style="text-align: justify;">. Buona visione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-2719" title="credits" src="http://www.angeliandrea.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/credits.jpg" alt="" width="680" height="169" /></span></p>
<p><span style="text-align: justify;"></span></p>
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		<title>Mauro Ermanno Giovanardi in Concerto al Magnolia</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 19:19:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Angeli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Review]]></category>
		<category><![CDATA[Rock]]></category>
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		<description><![CDATA[Mauro Ermanno Giovanardi si è presentato al Circolo Arci Magnolia di Segrate (Mi) la sera del 9 novembre 2011 accompagnato da una band composta, oltre al leader, da Matteo Curallo (piano e chitarra), Fabio Mercuri (chitarre), Stefano Brandoni (basso elettrico), Leziero Rescigno (batteria), Paolo Milanesi (tromba) e Alberto Bollettieri (trombone). La presenza di prestigiosi ospiti come Violante Placido e Syria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mauro Ermanno Giovanardi si è presentato al Circolo Arci Magnolia di Segrate (Mi) la sera del 9 novembre 2011 accompagnato da una band composta, oltre al leader, da Matteo Curallo (piano e chitarra), Fabio Mercuri (chitarre), Stefano Brandoni (basso elettrico), Leziero Rescigno (batteria), Paolo Milanesi (tromba) e Alberto Bollettieri (trombone).</p>
<p style="text-align: justify;">La presenza di prestigiosi ospiti come Violante Placido e Syria hanno conferito un&#8217;atmosfera da grande evento alla serata  del Magnolia, che è stata anche l&#8217;occasione per la presentazione di alcuni dei brani contenuti nel nuovo album del ex cantante dei La Crus dal titolo Il Rumore Del Mondo e giudicato come uno dei migliori album del 2011 dalla giuria del premio Tenco. Lo spettacolo, che ha colto le atmosfere cinematografiche di Sogni in Tecnicolor ha presentato il meglio del musicista milanese, con arrangiamenti e melodie classiche, intessute da richiami al beat e alle grandi orchestrazioni degli anni &#8217;60 inglese.</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/40379643?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0&amp;color=ff9933" frameborder="0" width="680" height="382"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Centro di Sperimentazione del Teatro Colòn: Projecto Pibes</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 17:41:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Angeli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo video è stato girato all&#8217;interno del Centro di Sperimentazione del Teatro Colòn [C.e.t.c.] di Buenos Aires nell&#8217;Agosto 2012 durante le celebrazioni per il bicentenario della fondazione della Repubblica Argentina. Il sentro di sperimentazione del teatro, diretto da Willy Landin, ogni anno per il giorno dedicato ai bambini, allestisce una serie di spettacoli ed installazioni che vengono messe a loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Questo video è stato girato all&#8217;interno del Centro di Sperimentazione del Teatro Colòn [C.e.t.c.] di Buenos Aires nell&#8217;Agosto 2012 durante le celebrazioni per il bicentenario della fondazione della Repubblica Argentina.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sentro di sperimentazione del teatro, diretto da Willy Landin, ogni anno per il giorno dedicato ai bambini, allestisce una serie di spettacoli ed installazioni che vengono messe a loro disposizione, che tramite la guida di abili Clowns vengono accompagnati in questo incredibile viaggio nel quale gli oggetti esposti nel percorso, emettono i suoni che li contraddistinguono al semplice avvicinarvisi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tutto realizzato con sensori di prossimità, lasers e altre diavolerie tecnologiche ha avuto un immenso successo di pubblico. Un modo stimolante di avvicinare i più piccoli agli spazi del teatro e dell&#8217;arte e c0n i quali apprendono sin da subito ad interagire divertendosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il video è stato il primo vero tentativo di realizzare un video con la 5D MarkII e sopratutto per mettere in atto le tecniche di montaggio apprese nel corsod i Adobe Premiere Pro frequantato c/o la scuola DaVinci di Buenos Aires l&#8217;anno precedente.</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/40163295?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" frameborder="0" width="680" height="383"></iframe></p>
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		<title>Dee Alexander&#8217;s Evolution Ensemble:Jimi Hendrix Tribute</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 22:38:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Angeli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Jazz]]></category>
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		<category><![CDATA[Review]]></category>

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		<description><![CDATA[Aperitivo in Concerto: Milano,  Teatro Manzoni, 18 Marzo 2012 Dee Alexander (Voice), Scott Hesse (Ac.Guitar), Tomeka Reid (Cello), Junius Paul (Double Bass), Ernie Adams (Percussions). Chi, la mattina del 18 marzo, si fosse trovato ad assistere all’esibizione del Dee Alexander’s Evolution Ensemble, avrebbe senz’altro pensato di trovarsi più al Kingston Mines Club di Chicago che non al Teatro Manzoni di Milano. L’energia travolgente della leader e le potenti rivisitazioni in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><strong><strong>Aperitivo in Concerto: </strong>Milano,  Teatro Manzoni, 18 Marzo 2012</strong></h3>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><em><strong>Dee Alexander</strong> (Voice), <strong>Scott Hesse</strong> (Ac.Guitar), <strong>Tomeka Reid</strong> (Cello), <strong>Junius Paul</strong> (Double Bass), <strong>Ernie Adams</strong> (Percussions).</em></p>
<p style="text-align: justify;">Chi, la mattina del 18 marzo, si fosse trovato ad assistere all’esibizione del Dee Alexander’s Evolution Ensemble, avrebbe senz’altro pensato di trovarsi più al Kingston Mines Club di Chicago che non al Teatro Manzoni di Milano. L’energia travolgente della leader e le potenti rivisitazioni in chiave acustica della musica di Hendrix hanno letteralmente stregato il pubblico presente che ha tributato agli artisti un apprezzamento degno dei più grandi, culminato nella standing ovation sul brano dell’inevitabile bis.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le più apprezzate voci nere dell’attuale scena del blues di Chicago, Dee Alexander possiede una personalità musicale raffinata che le ha consentito, nell’arco della sua carriera, di attraversare con disinvoltura i generi musicali più diversi e agevolato numerose collaborazioni con musicisti del calibro di Ahmad Jamal, David Sanborn e Nicole Mitchell, per citare alcuni dei più rilevanti.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Evolution Ensemble, formazione atipica per il genere di musica proposto dalla cantante chicagoana e che oscilla tra il jazz e il blues più genuino, riesce a sviluppare un sound trascinante che si accorda alla perfezione con l’esuberante presenza scenica di questa grande artista e le sue indubbie qualità vocali.</p>
<p style="text-align: justify;">La fantasiosa ritmica di Ernie Adams, la pulsazione solida e precisa del contrabbasso di Junius Paul, le sorprendenti invenzioni della giovane violoncellista Tomeka Reid e le interessanti improvvisazioni tra jazz e rock del chitarrista Scott Hesse, combinandosi in raffinati arrangiamenti delle musiche del grande chitarrista di Seattle, hanno garantito ai presenti una performance di rara e genuina qualità artistica.</p>
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		<title>The Cookers</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 07:12:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Angeli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“The Cookers” (che riprende il titolo di un vero e proprio manifesto musicale del jazz, una notissima incisione del 1965 della Blue Note come “The Night of The Cookers”, a nome di Freddie Hubbard e con Lee Morgan, James Spaulding, Harold Mabern, Larry Ridley, Big Black e Pete LaRoca) ripercorre i passi del più creativo ed emozionante linguaggio hardboppistico grazie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>“The Cookers” (che riprende il titolo di un vero e proprio manifesto musicale del jazz, una notissima incisione del 1965 della Blue Note come “The Night of The Cookers”, a nome di Freddie Hubbard e con Lee Morgan, James Spaulding, Harold Mabern, Larry Ridley, Big Black e Pete LaRoca) ripercorre i passi del più creativo ed emozionante linguaggio hardboppistico grazie ad alcuni musicisti, straordinari virtuosi che possono ormai definirsi leggendari, come il tenorista Billy Harper, il pianista George Cables, il trombettista Eddie Henderson, il contrabbassista Cecil McBee e il batterista Billy Hart (cui si aggiungono l’eccellente trombettista e arrangiatore David Weiss e il ben noto contraltista Craig Handy). Artisti che hanno fatto la storia del jazz e che tale storia rinnovano e rileggono ad ogni folgorante concerto, mostrando ancora un’affascinante freschezza e un entusiasmo vigoroso e pressoché giovanile nel far sgorgare torrenziali fraseggi e fulminanti idee.</em></p>
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<h4 style="text-align: justify;"><strong>THE COOKERS</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">Nato a Houston, Texas, <strong>Billy Harper</strong> è considerato uno fra i più significativi tenoristi sulla scena musicale contemporanea. Strumentista dal suono amplissimo, inizialmente influenzato dal modalismo coltraniano, ha saputo trovare una propria individualità grazie ad una grande sofisticazione armonica, ad un infallibile senso del ritmo e ad un fraseggio torrenziale e infuocato. Ha collaborato con artisti e compagini quali Gil Evans Orchestra, Max Roach, Thad Jones &amp; Mel Lewis Orchestra, Elvin Jones, Randy Weston, McCoy Tyner, Charles Tolliver Big Band oltre ad affermarsi come leader e compositore.</p>
<p style="text-align: justify;">Nato a San Francisco, il celeberrimo trombettista <strong>Eddie Henderson</strong> si è affermato nei primi anni Settanta come solista originalissimo nei gruppi elettrici di Herbie Hancock partecipando a incisioni determinanti come Mwandishi, Crossings e Sextant. In seguito ha firmato popolarissime incisioni per la Blue Note come Sunburst e Heritage, collaborando inoltre con artisti quali Buster Williams, Gary Bartz e Billy Hart. Dal 1989 è membro del quintetto guidato da Billy Harper e in tempi più recenti ha fatto parte della Mingus Big Band, della Gerald Wilson Big Band e di un affermato complesso come The Leaders, oltre a firmare incisioni quali So What, Time and Spaces, Precious Moments.</p>
<p style="text-align: justify;">Nato a New York, il trombettista e arrangiatore <strong>David Weiss</strong> si è affermato negli anni Ottanta come collaboratore del celebrato pianista Jaki Byard e dei sassofonisti Jimmy Heath e Frank Foster, studiando al contempo con Tommy Turrentine e Bill Hardman. Nel 1996 fonda il New Jazz Composers Octet, un collettivo che collabora strettamente con il trombettista Freddie Hubbard in incisioni dedicate alle opere di Hubbard come New Colors e On The Real Side. Weiss, attualmente membro dell’orchestra di Charles Tolliver, ha firmato anche pregevoli incisioni a proprio nome, come leader del gruppo Point of Departure come Breathing Room, The Mirror e Snuck In.</p>
<p style="text-align: justify;"> Nato a New York, il celeberrimo pianista <strong>George Cables</strong> s’è affermato sin dagli anni Sessanta, collaborando con artisti quali Art Blakey, Sonny Rollins, Joe Henderson, Freddie Hubbard, Woody Shaw, Frank Foster, Bobby Hutcherson, Frank Morgan, Art Pepper, Dexter Gordon. Ha anche inciso copiosamente a proprio nome.</p>
<p style="text-align: justify;"> Nato a Tulsa, <strong>Cecil McBee</strong> è uno dei più noti contrabbassisti nella storia del jazz contemporaneo. Dopo avere esordito con Dinah Washington nel 1959 e dopo avere collaborato con Paul Winter, si trasferisce nel 1964 a New York, dove s’è imposto quale supremo e inventivo virtuoso a fianco di artisti del calibro di Andrew Hill, Sam Rivers, Grachan Moncur III, Jackie McLean, Woody Shaw, Wayne Shorter, Charles Lloyd, Pharoah Sanders, Yusef Lateef, Alice Coltrane, Charles Tolliver, Abdullah Ibrahim, Lonnie Liston Smith, Joanne Brackeen, Art Pepper, Chico Freeman, incidendo inoltre a proprio nome e partecipando a più edizioni del gruppo The Leaders, a fianco di musicisti come Lester Bowie, Arthur Blythe, Kirk Lightsey, Don Moye.</p>
<p style="text-align: justify;"> Nato a Washington,<strong> Billy Hart</strong> è uno fra i più grandi batteristi sulla scena jazzistica mondiale, affermatovisi sin dagli anni Sessanta, dopo iniziali collaborazioni con Buck Hill e Shirley. In seguito lavora con Wes Montgomery, Jimmy Smith, Herbie Hancock, Miles Davis, McCoy Tyner, Stan Getz. Dagli anni Ottanta fa parte del gruppo Quest, con Dave Liebman, Richie Beirach, Ron McClure, collabora con il pianista Marc Copland e con il gruppo Saxophone Summit, oltre a firmare a proprio nome incisioni quali Route F e Live at the Café Damberd.</p>
<p style="text-align: justify;"> Nato a Oakland, il contraltista <strong>Craig Handy</strong> ha studiato alla North Texas State University (1981-1984) ed ha in seguito collaborato con i Jazz Messengers di Art Blakey nonché con Wynton Marsalis, Roy Haynes, Abdullah Ibrahim, incidendo anche con Elvin Jones, Betty Carter, Ray Drummond, Roy Haynes, Cecil Brooks III, Mingus Big Band, New Jazz Composers Octet, Charles Tolliver Big Band e firmando notevoli incisioni a proprio nome <span style="color: #888888;">[tratto dal comunicato dell' Ufficio Stampa di Aperitivo in Concerto c/o Teatro Manzoni, Milano]</span></p>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Alcune delle foto del concerto sono state pubblicate sul profilo facebook di Aperitivo in Concerto e possono essere visionate <a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.242284292532429.55713.100002525799663&amp;type=3" target="_blank">cliccando qui</a></strong></h4>
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		<title>William Parker Orchestra (with Kidd Jordan): The Essence Of Ellington</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 17:50:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Angeli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Photo]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 5 febbraio 2012, alle ore 11.00, presso il Teatro Manzoni di Milano (via Manzoni, 42), “Aperitivo in Concerto” presenta come prima data italiana il nuovo lavoro di uno fra i massimi rappresentanti della nuova musica americana, il celebre contrabbassista William Parker: The Essence of Ellington è un&#8217;appassionante rilettura di alcune fra le più note e più significative composizioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Domenica 5 febbraio 2012, alle ore 11.00, presso il Teatro Manzoni di Milano (via Manzoni, 42), “Aperitivo in Concerto” presenta come prima data italiana il nuovo lavoro di uno fra i massimi rappresentanti della nuova musica americana, il celebre contrabbassista William Parker: The Essence of Ellington è un&#8217;appassionante rilettura di alcune fra le più note e più significative composizioni di uno fra i più grandi musicisti del XX secolo, Edward Kennedy “Duke” Ellington. A capo di un&#8217;eccezionale orchestra, formata dalla crema dei più autorevoli esponenti della musica di ricerca africano-americana (da Sabir Mateen a Hamid Drake, da Rob Brown a Roy Campbell, da Ras Moshe al grandissimo pianista Dave Burrell) Parker, con la collaborazione di un leggendario musicista quale il sassofonista Kidd Jordan (classe 1935, grande strumentista e didatta, ha suonato con Ray Charles, Aretha Franklin, Steve Wonder, O. Coleman, C. Taylor), riesamina la figura di Ellington, tributandogli l&#8217;omaggio dovuto ad un artista che seppe imporre il jazz, in un miracoloso equilibrio fra rigorosa pagina scritta e vertiginosi interventi solistici, come forma d&#8217;arte da concerto. L&#8217;omaggio di Parker sottolinea inoltre la straordinaria attualità, la vigorosa modernità che ancora conserva l&#8217;opera ellingtoniana, al di là delle ineffabili e immortali melodie che espone e che tutti oggi conosciamo.</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #888888;">William Parker: </span></strong><em style="color: #808080;">&#8220;&#8230;.Ci sono due modi per fare musica &#8211; la via accademica o quella spirituale. La prima è costruita sul concetto che non esiste un mondo spirituale vivente, solo il mondo che possiamo vedere, sentire, toccare e gustare. Questa musica è basata sull&#8217;idea che l&#8217;uomo è il compositore della musica e la musica si manifesta solo come suono. E&#8217; finita, con un inizio e una fine. Questa scuola di musica è insegnata nelle scuole in tutto il mondo usando mappe chiamate spartiti che regolano l&#8217;immaginazione. Utilizzando teorie e formule studiate per tenerci lontano da una esperienza religiosa. Il secondo approccio alla musica non viene insegnato nella scuola di musica. Le teorie della Musica Cosmica, Musica Spirituale, Musica Winti, Musica dei Toni, Musica Om, si basano sulla teoria musicale finale che risiede nell&#8217;amore per Dio. Il riconoscimento che l&#8217;Universo e tutto ciò che è dentro è collegato ed è musica. &#8220;La musica è&#8221; tutto ciò che vive, tutto ciò che è parte della creazione. Composizione musicale e l&#8217;improvvisazione diventa una forma di preghiera. Succinta e meravigliosa. Che comprende l&#8217;intera esistenza del suono e del silenzio&#8230;&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Importante figura di raccordo del free jazz dagli anni Settanta ad oggi, il contrabbassista/compositore William Parker, ha fatto della musica una questione di vita spirituale: spesso lo stesso ha cercato di spiegare alla comunità musicale come il suo jazz fosse intimamente legato alle occasioni della vita, alla sua tristezza, ma anche come fosse possibile sopportarne il carico grazie a quel legame verso la fede in Dio. Molti non l&#8217;hanno compreso, facendogli vivere una vita modestissima dal lato economico, ma Parker ha avuto di converso tante soddisfazioni artistiche. Tralasciando tutta la maestosa attività svolta a servizio di tanti nomi illustri del free americano e quella condotta in coabitazioni musicali con alcuni dei migliori talenti del free degli ultimi trent&#8217;anni, va ricordata la carriera solistica che ha visto nel 1979 in &#8220;Through Acceptance of Mistery Peace&#8221; il primo vagito discografico importante dell&#8217;artista: accanto ad episodi più ermetici, quello che si faceva strada in quel disco era il free ben congegnato di &#8220;Committment&#8221; (vicino a quello di Leo Smith con splendide esecuzioni in assolo di Arthur Williams alla tromba e John Hagen al sax), i violini esplorativi di Billy Bang e Ramsey Ameen (Face still hands folded is folded) e il suo recitativo di carattere religioso. L&#8217;attività discografica a suo nome si intensificherà solo agli inizi degli anni Novanta, anni in cui le registrazioni si dividono tra quelle costruite in &#8220;solitudine&#8221; e quelle in cui viene accompagnato da quartetto o band allargata; nell&#8217;ambito della prima esperienza Parker pubblicherà due lavori (&#8220;Testimony&#8221; e &#8220;Lifting the Sanctions&#8221;) che appaiono stridenti, apertamente strumentali, con una personale situazione di trascendenza nella divagazione free molto dura da decifrare; Parker, a differenza di tanti contrabbassisti che si sono mossi solo nell&#8217;ambito della composizione, cerca di dare un contributo personale all&#8217;evoluzione del suo strumento ed in tal senso si avvicina agli incroci con l&#8217;avanguardia classica che pochi altri colleghi hanno intrapreso; anzi cerca anche connubi e affinità collaborative: di quegli anni infatti sono i duetti con Joelle Leandre e Peter Kowald, che producono alcune delle più rare produzioni di contrabbasso suonato in doppia contrapposizione, nonchè gli esperimenti in triplo o in quadruplo basso, alla ricerca di un nuovo &#8220;muro&#8221; di suono da contrabbasso. Il sound è spesso ipnotico, con continue scosse allo strumento ricavate anche attraverso tecniche estese, un uso dell&#8217;arco tutto frutto della personale interpretazione dei temi di Parker, che dà alla sua musica un tono molto dissonante, incalzante, una prefigurazione di immagini con forza d&#8217;urto relativa e il suo stile si caratterizza per una sorta di ronzio incosciente di fondo che dà sostegno a sè e all&#8217;attività dei musicisti; uno stile che richiede molto vigore fisico e che si contrappone alle idee della Leandre, ad esempio, che si concentra più sulle possibilità armoniche del contrabbasso.</p>
<p style="text-align: justify;">Le due formazioni principali di Parker saranno gli &#8220;In Order to Survive&#8221; nel cui gruppo militeranno con costanza il pianista free Cooper-Moore (magnifica via d&#8217;incontro tra Cecil Taylor e un certo impressionismo classico), il sassofonista Rob Brown (presenza quasi fissa e capacità innata all&#8217;improvvisazione da assolo) e la percussionista Suzie Ibarra (che con Parker fisserà il suo status musicale), con i quali registrerà numerosi lavori discografici. L&#8217;altro gruppo sarà la Little Huey Creative Music Orchestra, un ensemble dedito anch&#8217;esso alla riproposizione jazzistica delle band di improvvisazione sulla falsariga dei concetti creati in “Ascension” da Coltrane, ma con un substrato decisamente più indirizzato alle tecniche di avanguardia classica.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel decennio 2000 grazie alle registrazioni per la Aum Fidelity e la Thirsty Ear, Parker praticherà formazioni in trio o quartetto in cui sacrificherà il respiro dell&#8217;avanguardia per concentrarsi su un attività di sostegno squisitamente ritmica che possa coinvolgere in maniera più convenzionale musicisti operanti nell&#8217;area free jazz: sono perfette riproposizioni d&#8217;arte quasi pittorica (“O&#8217;Neals Porch”, “Luc&#8217;s Lantern”, “Sound Unity”) o vie di mezzo trasversali con la sua espressione solistica (“Painter&#8217;s spring” in trio con D.Carter e il suo batterista fidato Hamid Drake, o “Scrapbook” in trio al violino con Billy Bang) oppure estensioni nella spiritualità blues del genere che coinvolgono anche la vocalità tradizionale (Leena Conquest in “Raining on the moon” e “Corn Meal Dance”) e quella etnica (l&#8217;indiana Sangeeta Bandyopadhyay nel mediorientale “Double Sunrise”). In tutte queste registrazioni, Parker sembra aver trovato anche una soluzione accessibile alla comprensione del pubblico ed aver aggiornato molti punti oscuri di contatto tra il free e la sperimentazione classica. Tanto merito artistico è la causa dell&#8217;invito fatto dalla Neos Records sezione jazz (etichetta specializzata nella classica contemporanea) di registrare i concerti fatti con l&#8217;ICI Ensemble di Monaco (International Composers and Improvisers) in un cd &#8220;Winter sun crying&#8221; dove Parker ritorna ad alcuni aspetti musicali intrapresi con la Little Huey Orchestra, ma dove soprattutto il dialogo con gli altri musicisti diventa un viaggio &#8220;sonico&#8221; che cerca di mediare le posizioni formative e di stile del contrabbassista con le cognizioni raggiunte dai compositori classici moderni.<span style="color: #888888;"> <em>[ Comunicato dell'ufficio stampa del Teatro Manzoni, Via Alessandro Manzoni, 42 - 20121 Milano ]<br />
</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ernie Odoom<span style="color: #888888;"> - vocals</span></span><br />
<span style="color: #000000;"><a href="http://www.roycampbellmusic.com/" target="blank"><span style="color: #000000;">Roy Campbell</span></a><span style="color: #888888;"> - trumpet and flugelhorn</span></span><br />
<span style="color: #000000;">Matt Lavelle<span style="color: #888888;"> - trumpet</span></span><br />
<span style="color: #000000;">Darryl Foster<span style="color: #888888;"> - soprano sax and tenor sax</span></span><br />
<span style="color: #000000;"><a href="http://robbrownmusic.com/" target="blank"><span style="color: #000000;">Rob Brown</span></a><span style="color: #888888;"> - alto sax</span></span><br />
<span style="color: #000000;"><a href="http://www.myspace.com/blackdajones" target="blank"><span style="color: #000000;">Darius Jones</span></a><span style="color: #888888;"> - alto sax</span></span><br />
<span style="color: #000000;"><a href="http://www.sabirmateen.com/" target="blank"><span style="color: #000000;">Sabir Mateen</span></a><span style="color: #888888;"> - clarinet and tenor sax</span></span><br />
<span style="color: #000000;"><a href="http://www.myspace.com/kiddjordan" target="blank"><span style="color: #000000;">Kidd Jordan</span></a><span style="color: #888888;"> - tenor sax</span></span><br />
<span style="color: #000000;"><a href="http://www.myspace.com/davesewelson" target="blank"><span style="color: #000000;">Dave Sewelson</span></a><span style="color: #888888;"> - baritone sax</span></span><br />
<span style="color: #000000;">Willie Applewhite<span style="color: #888888;"> - trombone</span></span><br />
<span style="color: #000000;"><a href="http://www.steveswell.com/" target="blank"><span style="color: #000000;">Steve Swell</span></a> <span style="color: #888888;">- trombone</span></span><br />
<span style="color: #000000;"><a href="http://daveburrell.com/" target="blank"><span style="color: #000000;">Dave Burrell</span></a> <span style="color: #888888;">- piano</span></span><br />
<span style="color: #000000;"><a href="http://www.exb.it/inglese/artists/parker_e.htm"><span style="color: #000000;">William Parker</span></a><span style="color: #888888;"> - double bass, conduction and arrangements</span></span><br />
<span style="color: #000000;"><a href="http://www.exb.it/inglese/artists/drake_e.htm"><span style="color: #000000;">Hamid Drake</span></a><span style="color: #888888;"> - drums<em><br />
</em></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.aumfidelity.com/soundboardwp.htm" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>Pete Gershon talks with contemporary music&#8217;s<br />
best kept secret: </strong><strong>William Parker</strong> </span></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #0000ff;">The William Parker Sessionography</span><br />
<span style="color: #0000ff;"> A work in progress by Rick Lopez</span><br />
<a href="http://www.bb10k.com/PARKER.disc.html#12.02.05">http://www.bb10k.com/PARKER.disc.html#12.02.05</a><br />
</strong></p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/36407780" frameborder="0" width="680" height="385"></iframe></p>
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		<title>La Voce Dell&#8217;Arcobaleno [video]</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:54:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Angeli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interview]]></category>
		<category><![CDATA[Jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[Roberto Laneri, musicista eclettico ed originalissimo è conosciuto, oltre che come compositore, arrangiatore, docente di clarinetto ed esecutore di una vasta varietà di strumenti (sax alto, sax soprano, clarinetto, clarinetto basso, didgeridoo) per il suo lungo ed approfondito lavoro sul Canto Armonico al quale si dedica da decenni come esecutore e studioso. &#8220;La Voce dell&#8217;Arcobaleno&#8221; pubblicato da Roberto per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Roberto Laneri, musicista eclettico ed originalissimo è conosciuto, oltre che come compositore, arrangiatore, docente di clarinetto ed esecutore di una vasta varietà di strumenti (sax alto, sax soprano, clarinetto, clarinetto basso, didgeridoo) per il suo lungo ed approfondito lavoro sul Canto Armonico al quale si dedica da decenni come esecutore e studioso. &#8220;La Voce dell&#8217;Arcobaleno&#8221; pubblicato da Roberto per la casa editrice Il Punto d&#8217;Incontro è considerato il testo di riferimento per gli  studiosi di questa tecnica vocale affascinante alla quale, anche grazie al suo impegno come docente ed esecutore raffinato, si dedicano sempre più persone, anche nel nostro paese. Roberto ha accettato di incontrarci nella sua abitazione di Roma nel mese di dicembre 2011 dove, oltre all&#8217;intervista, sono stati registrati in diretta anche i brani che accompagnano le sue parole e l&#8217;esecuzione finale di &#8220;Spiritual&#8221; di John Coltrane eseguita per Tampura e voce.</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/34971460?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" frameborder="0" width="680" height="383"></iframe></p>
<p><span style="color: #000000;"><img class="alignleft size-full wp-image-2077" title="divisore" src="http://www.angeliandrea.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/divisore.png" alt="" width="674" height="15" /></span></p>
<p><strong>Glomiest Sunday</strong></p>
<p><span style="color: #000000;"><img class="alignleft size-full wp-image-2077" title="divisore" src="http://www.angeliandrea.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/divisore.png" alt="" width="674" height="15" /></span></p>
<p><strong>Barco Hotel</strong></p>
<p><span style="color: #000000;"><img class="alignleft size-full wp-image-2077" title="divisore" src="http://www.angeliandrea.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/divisore.png" alt="" width="674" height="15" /></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>The Balkan Djinns Meet The Wandjina Sister</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><img class="alignleft size-full wp-image-2077" title="divisore" src="http://www.angeliandrea.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/divisore.png" alt="" width="674" height="15" /></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Dervishes Downunder</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><img class="alignleft size-full wp-image-2077" title="divisore" src="http://www.angeliandrea.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/divisore.png" alt="" width="674" height="15" /></span></p>
<p><span style="color: #000000;">I brani riportati alla fine di quest&#8217;articolo sono parte del progetto &#8220;Memorie dal Sottosuolo&#8221; non ancora edito su Cd.</span></p>
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		<title>J.B.Ulmer D.Murray &amp; The Blues Orchestra: Blood Singin&#8217; and Stompin&#8217; The Blues</title>
		<link>http://www.angeliandrea.it/wordpress/j-b-ulmer-d-murray-the-blues-orchestra-blood-singin-and-stompin-the-blues/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 21:49:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Angeli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Photo]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>

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		<description><![CDATA[Ritorna a Milano uno dei protagonisti della musica improvvisata dei nostri giorni, il sassofonista David Murray, questa volta a capo di un’eccezionale big band formata dai più importanti musicisti di New York. Di notevole rilievo anche l’ospite della formazione, il chitarrista James Blood Ulmer, discepolo di Ornette Coleman, fra i massimi interpreti blues viventi. E proprio al blues, alle sue tradizioni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ritorna a Milano uno dei protagonisti della musica improvvisata dei nostri giorni, il sassofonista <strong>David Murray</strong>, questa volta a capo di un’eccezionale big band formata dai più importanti musicisti di New York. Di notevole rilievo anche l’ospite della formazione, il chitarrista <strong>James Blood Ulmer</strong>, discepolo di Ornette Coleman, fra i massimi interpreti blues viventi. E proprio al blues, alle sue tradizioni e alla sua duratura attualità, è dedicato l’evento, che affronterà sia classici della musica tradizionale afroamericana che alcune intense pagine realizzate da Murray e dallo stessso Ulmer.</p>
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<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/36009333" frameborder="0" width="680" height="383"></iframe></p>
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		<title>Piani Diversi [video]</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 21:26:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Angeli</dc:creator>
				<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Interview]]></category>
		<category><![CDATA[Jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[In questa breve intervista Enrico Intra ci parla del suo ultimo lavoro discografico, realizzato in apparente solitudine ma segnato da un dialogo profondo con la musica di Bela Bartok dalla quale prende spunto per le proprie ispirazioni compositive estemporanee e non. Il disco, prodotto dalla Alfa Music è stato realizzato nel giugno 2011. Oltre ai pezzi del maestro sono presenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questa breve intervista Enrico Intra ci parla del suo ultimo lavoro discografico, realizzato in apparente solitudine ma segnato da un dialogo profondo con la musica di Bela Bartok dalla quale prende spunto per le proprie ispirazioni compositive estemporanee e non. Il disco, prodotto dalla Alfa Music è stato realizzato nel giugno 2011. Oltre ai pezzi del maestro sono presenti alcuni dei brani dell&#8217;Op.14 di B.Bartok suonati dalla giovane pianista Giulia Molteni.</p>
<p style="text-align: justify;"><iframe src="http://player.vimeo.com/video/33856116?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" frameborder="0" width="680" height="383"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">Missing Vimeo API Consumer Key.</p>
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